Intervista a Michael Connelly

Apparsa su www.barnesandnoble.com, maggio 2005
di Andrew LeCount

Conosciuto per avere creato Hieronymus Bosch, il duro e introverso detective della polizia di Los Angeles, lo scrittore Michael Connelly si è guadagnato una reputazione di tutto rispetto. “Diabolicamente geniale” (The New York Times), “Un vero maestro… le sue trame procedono con l’impeto di una locomotiva” (USA Today) e “Il migliore esponente della nuova generazione di scrittori di thriller” (The Los Angeles Times).
Uno stile elegante e intrecci sempre avvincenti sono alla base di questo incredibile successo. In ogni caso, Connelly è convinto che il fattore più importante sia lo sviluppo di un personaggio solido e complesso. Come spiegava in un intervento sul sito MagnaCumMurder.com: “Penso che un romanzo con una trama debole possa sopravvivere se il protagonista è sviluppato in modo ricco, intrigante e dalle mille sfaccettature. Il contrario non è possibile.” (…)
Nonostante Connelly abbia scritto romanzi slegati dalla serie di Harry Bosch (Musica dura, Debito di sangue, Vuoto di luna e il nuovo Utente sconosciuto), è famoso per il suo orgoglioso, integro e polemico detective – dotato anche di un grande intuito e di sentimenti profondi. A giudizio del Boston Globe, la serie con Harry Bosch “innalza il genere hard-boiled a un nuovo livello… aggiungendo sostanza e spessore alla moderna letteratura poliziesca.”
Definito “uno dei più completi e complessi personaggi del noir moderno” (Newsweek) e “uno straordinario… meraviglioso eroe d’altri tempi, che non teme di camminare tra le fiamme e soffre per noi tutti” (The New York Times Book Review), Bosch si confronta ogni giorno con orrori indicibili – sia sulle strade di Los Angeles che nella sua mente. “Con la sua attività di detective della omicidi, Bosch si rifà di tutti i torti subiti nella vita”, ha spiegato Connelly in un’intervista con il suo editore. “A modo suo, è un angelo vendicatore.”
Bosch è chiaramente un prodotto dell’ambiente che lo circonda, violento e spietato. “Il filosofo Friedrich Nietzsche ha scritto che quando guardi nell’oscurità dell’abisso, l’abisso si riflette dentro di te. Con ogni probabilità, non esiste un’altra osservazione che mi ispiri più di questa, nel mio lavoro” ha proseguito Connelly nella stessa intervista. Libro dopo libro, Bosch guarda sempre più nell’abisso, e i lettori continuano a vedere fino a dove il suo sguardo è arrivato.

Nella primavera del 2005, Michael Connelly ha trovato il tempo per rispondere a qualche domanda sui suoi libri e autori preferiti, oltre che sui suoi interessi.

D:Qual è il libro che l’ha influenzata di più come scrittore, e perché?
R: Il lungo addio di Raymond Chandler. Lo lessi al college e capii immediatamente che i romanzi polizieschi sono una forma d’arte. La Los Angeles evocata nel libro e il suo risvolto sociale hanno influito sulla mia decisione di diventare uno scrittore.

D: Quali sono i suoi romanzi preferiti, cosa li rende speciali?
R
: Non amo stilare classifiche personali, comunque direi che Il lungo addio di Raymond Chandler, Red Dragon di Thomas Harris, The Black Marble di Joseph Wambaugh e The Underground Man di Ross MacDonald sono speciali perché sono quelli che mi hanno ispirato.
Altri romanzi che mi sono piaciuti molto sono: The Little Sister di Chandler, Mattatoio nr. 5 di Kurt Vonnegut, Chiedi alla polvere di John Fante, Il giorno della locusta di Nathaniel West, To Kill a Mockingbird di Harper Lee e Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald.

D: Quali sono i suoi film preferiti, perché li considera indimenticabili?
R
: Chinatown, Bullitt, Il lungo addio (la versione con Elliot Gould), La conversazione, Il padrino, Il padrino parte II e Qualcuno volò sul nido del cuculo. Mi piacciono i film in cui i personaggi devono fronteggiare situazioni estreme, e lo spettatore osserva come reagiscono per contrastarle.

D: Che genere di musica predilige? Cosa ascolta quando scrive?
R
: Ascolto blues, rock e jazz, ma mentre scrivo ascolto soltanto jazz. La ragione è che la musica strumentale non è invasiva, non ha testo, e la natura creativa del jazz, basata sull’improvvisazione, mi aiuta a improvvisare a mia volta.

D: Se fosse il presidente di un circolo di lettori, cosa farebbe leggere?
R
: I romanzi di George P. Pelecanos, perché i suoi spaccati sulla società del nostro tempo sono sia coinvolgenti che istruttivi.

D: Quali libri le piace regalare, e ricevere in regalo?
R
: Mi piace regalare libri che ho letto e su cui metterei la mano sul fuoco. Ultimamente, per quanto riguarda la saggistica ho regalato spesso Flyboys di James Bradley e, nell’ambito della narrativa, Notte fatale di Nelson DeMille.

D: Segue qualche rituale particolare per scrivere? Ad esempio, cosa tiene sulla scrivania?
R
: Ho bisogno di avere sotto controllo l’ambiente che mi circonda, che deve essere sempre uguale a prescindere dall’ora in cui scrivo. Tengo le imposte chiuse anche di mattina, per mantenere una dimensione di stabilità, e scrivo alla luce di una lampada, l’unico oggetto sulla mia scrivania.

D: A cosa sta lavorando attualmente?
R
: Sto ultimando un legal-thriller chiamato The Lincoln Lawyer.

D: Pochi scrittori hanno riscosso un successo pari al suo. E’ stato un percorso lungo? Ha qualche aneddoto particolare relativo ai tempi in cui cercava di farsi pubblicare?
R
: Prima di vedere il mio primo romanzo pubblicato ne scrissi altri due. Dal giorno in cui decisi di scrivere un romanzo a quello in cui me lo sono ritrovato tra le mani pubblicato, sono passati sei anni, ma non li considero un periodo frustrante o particolarmente difficile. Mi divertiva scrivere, e se non ti piace farlo è inutile provarci.

D: Se potesse “scoprire” un nuovo autore, chi sceglierebbe?
R
: Come ho detto, sto terminando un legal thriller, The Lincoln Lawyer. Nel frattempo ne ho quasi finito di leggere un altro, Final Verdict di Joel Goldman, che mi piace molto, ma mi ha anche fatto riflettere sulle stravaganze del mercato editoriale. Sono certo che The Lincoln Lawyer riceverà molta attenzione e una buona promozione. Credo anche che Final Verdict sia allo stesso livello, e spero catturi parte di quell’attenzione.

D: Che consiglio darebbe agli scrittori che sperano di essere scoperti?
R
: Scrivete a più non posso, quello che avete da dire deve essere sulla pagina prima ancora che speriate di essere scoperti.


COSA SAPERE SU MICHAEL CONNELLY:

  • La carriera di Michael Connelly ha goduto di una forte spinta nel 1994 quando Bill Clinton, all’epoca presidente degli USA, fu fotografato all’uscita di una libreria a Washington con in mano una copia de La bionda di cemento. Connelly commentò la notizia su USA Today: “E’ stata l’emozione più grande che ho avuto in questi sei anni passati a scrivere.”
  • Gli eventi reali hanno sempre ispirato le trame di Connelly. Il romanzo Debito di sangue è basato su un amico dello scrittore, che dopo avere subito un trapianto di cuore ha cominciato a sviluppare il cosiddetto “senso di colpa del sopravvissuto”, ossia la consapevolezza di dovere la propria vita alla morte di qualcun altro. Il libro è diventato poi un film con Clint Eastwood, Angelica Houston e Jeff Daniels.
  • Un docente di Connelly alla University of Florida era lo scrittore di culto Harry Crews.
  • Connelly ha chiamato il suo personaggio più celebre come il pittore fiammingo Hieronymus Bosch, vissuto nel XV secolo. Come l’autore ha raccontato a Bookends UK in un’intervista, Bosch “ha dipinto paesaggi e scene di violenza e degrado umano molto particolareggiate. Nei suoi quadri aleggia la sensazione di trovarsi in un mondo impazzito. La riproduzione di uno di essi, L’inferno, è appesa sulla parete davanti al computer dove scrivo.”

Stralci dall’intervista con Connelly
:
  • “Scrissi un racconto giallo al liceo, come compito in classe. Si chiamava The Perfect Murder. Il nome del protagonista era McEvoy, che ho ripreso più tardi ne Il poeta. Avere assistito a un crimine quando avevo sedici anni ha fatto nascere il mio interesse per questo genere letterario.”
  • “Il mio primo articolo su un omicidio apparve sul Daytona Beach News Journal nel 1980. Era stato ritrovato un corpo nella foresta. L’omicidio venne poi attribuito a un serial killer. L’assassino venne catturato e condannato alla pena di morte.”
  • “Tutto quello che voglio che la gente sappia di me è nei miei romanzi.”

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